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*Il Supermarket degli Uomini*

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Come sopravvivo alle feste ovvero a Natale sono molto più bastarda del solito.

Ero una di quelle che odiava il Natale e primo fra tutti il vecchio barbuto rubicondo, sicuramente partorito da una cultura fortemente patriarcale dove un vecchio citrullo ha il potere di rovinarti la festa. Con me puntualmente lo faceva.
Il mio non è uno sfogo contro i miei genitori, loro mi donavano ciò che potevano, è tutto lo schema dietro la figura di Babbo Natale che è errato, ma di questo ho giá abbondantemente parlato.
Natale per me era la festa dell’invidia, invidiavo tutto, non solo i viaggi e i regali altrui, ma anche le lamentele sul pranzo coi parenti e tutte le sgradevolezze varie.
Non mi è capitato all’improvviso, è stato graduale. Senza rendermene conto mi sono trovata a ritenere il Natale una grandissima seccatura.
Finchè…
Finché non mi sono decisa a trovare la radice del problema e mi sono chiesta casa fosse il Natale. La risposta fu semplice: una festa religiosa. E come si festeggiano le feste religiose? Andando a Messa.
Punto. Basta. Finito.
Vi parrà assurdo ma prendere atto di ciò fu estremamente terapeutico.
Dunque potevo FREGARMENE ALTAMENTE DEL RESTO.
Perciò:
chissenefrega dei parenti, chissenefrega delle luci, dell’albero perfetto. Chissenefrega delle gare per il presepe più bello, che mi rodevano il fegato perchè vincevano sempre i soliti che avevano l’acqua che scorreva e le statuine in movimento. Chissenefrega dei regali, fatti o ricevuti.
I regali sono seccature, sia riceverli che farli. Pensare a cosa fare, cosai regalare a chi ha tutto è stessante. Un conto è il compleanno, lì si tratta di un solo dono e se si ha fortuna basta dare 10€ al solito organizzatore (dai c’è in ogni gruppo!) e ci pensa lui; un altro è sceglierne parecchi con le paranoie del “se è troppo costoso non va bene perchè poi metti in difficoltà chi lo riceve” oppure “se è fatto in casa si passa da tirchi” o anche “e se ce lo ha già?
Nemmeno il cenone o pranzone che dir si voglia è fondamentale, dunque chissenefrega ai cappelletti col brodo di cappone, sono buonissimi sempre, anche un altro giorni.
E dopo aver “chissenefregato” tutto mi sento meglio.
Ed iniziano a piacermi le luci, i regali, persino il vecchio babbione (da leggersi: Babbo Natale) mi fa meno ribrezzo. Tutto ciò che è tradizionale non mi mette più malinconia perché è soltanto superfluo.

Il problema è che questo vale solo per le feste religiose. Tra una settimana è capodanno e se ci penso mi viene la depressione…

R

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