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*Il Supermarket degli Uomini*

in costruzione

Ciò che non saprai mai ovvero sofferenze nascoste.

Ce n’è almeno uno in ogni famiglia.
Non mentire, c’è anche nella tua, se ci pensi bene.
È quel parente che c’è, ma nessuno ne parla.
A volte è ancora vivo, generalmente è morto da tempo, come pure le persone che potevano raccontare la verità.
Li vedi come cambiano, quando gliene accenni, tergiversano, divagano, per poi chiudervi la bocca pigiando sul vostro punto debole.
E ti rotoli nella curiosità malata, nel terrore di aver ereditato il gene malefico, perché ormai è risaputo, c’è sempre una predisposizione genetica per qualsiasi cosa, quale sia il gene esattamente nessuno lo sa, di certo ti dicono che esiste. Un po’ come la discussione sull’esistenza del punto G, degli alieni e dei fantasmi.
Fantasmi.
Cosa sono i fantasmi se non idee che fluttuano infastidendoti e spaventandoti? Non lo fanno di loro volontà, sei tu che li richiami alla mente.
Come il ricordo di quel parente.
Hai smesso di fare domande da bambina, quando portasti la foto alla nonna con un ingenuo e questo chi è?
Vedi la nonna con gli occhi lucidi e decidi che non è il caso.
Poi ti ritrovi a sgomberare un vecchio baule e trovi le sue cose.
Indizi.
E ti rendi conto che era come te, lavoro, amore, interessi…
E quella busta ancora chiusa, dopo trent’anni.
Una busta mai aperta, un vecchio estratto conto di una banca che ormai non esiste più.
Mai aperta perché arrivata tardi, dopo quella fatidica data che hanno fatto di lui la persona che è meglio non nominare.
Allora sistemi nuovamente tutto a posto, chiudi e vorresti scappare, piangere, capire…
Non lo fai.
Compi un piccolo rito, uno qualsiasi.
E speri solo di non essere tu la prossima.

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