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*Il Supermarket degli Uomini*

in costruzione

Il raggiungimento della meta è solo l'inizio di un nuovo viaggio, ovvero battaglie da genitore.

Innanzitutto, buona Pasqua.
No, non sono morta, sono solo sparita per un po’.
Anzi, diciamo che mi sono ritirata dentro me stessa per un certo periodo.

Sono cambiate tante cose, in questo periodo di assenza, in verità non è cambiato nulla, ho solo finalmente capito.

Capire per me è *f o n d a m e n t a l e*:  se non comprendo, sto male, quindi sono stata male. Ora però è passato,  siate  lieti per me.

Il 4 maggio presenterò il mio libro a Castel Bolognese, siateci se vi va, prossimamente vi fornirò maggiori indicazioni.

Il tetto della scuola materna dei miei figli viene giù, nel senso che nella classe della bambina sono crollati un paio di pannelli.
Tenete conto che: l’edificio è del 1995; la sezione della Raffa è stata inaugurata a ottobre 2012 ed è da tre anni che piove nel dormitorio.
Dal comune si dice che non è colpa loro,  che non ci sono soldi, che hanno cambiato tre ditte appaltatrici, le quali sono fallite una dopo l’altra.
Il tetto sarà riparabile appena smette di piovere.
Il “Lunêri di Smémbar” dice che il tempo si rimetterà a giugno. Fate voi.

Comunque quello che mi lascia perplessa non è tanto l’utilità delle quattro visite giornaliere in ogni classe della dirigente o chi per lei, bensì del fatto che nessuno ne parli, nessuno abbia scritto al Carlino o cose simili, mentre per lamentarsi della potatura degli alberi del viale Cairoli è stato sollevato un polverone enorme.
Capisco che gli alberi sono importanti e che forniscano ossigeno vitale, mentre i bambini producono inquinamento, anidride carbonica e allarghino il buco dell’ozono (andatevi a rileggere questo post), comunque si tratta di un disservizio, ed io pago le tasse per avere servizi.

Ma andiamo avanti.

Gli anni scorsi, la stragrande maggioranza dei genitori, puntava a inserire i propri pargoletti al plesso Ginnasi (scuola primaria a tempo pieno).
Quest’anno, invece, tutti al Bassi (27 ore classiche).
Questo suscita un probema: 36 bambini alle Ginnasi (due classi) e 50 alle Bassi.
Tenendo presente che tre classi alle Bassi non hanno intenzioni di farle (braccino corto) e che c’è un bimbo disabile che vale per quattro, come risolvere la questione?
Qualche settimana fa, la dirigente indisse una riunione con lo scopo occulto di convincere quattro genitori a iscrivere i loro figli alle Ginnasi.
Come potete prevedere, nessuno cadde nel tranello.
Conclusione: sorteggio.

Le mamme, iraconde, invocavano il diritto alla scelta educativa per la propria progenie (giustamente). La dirigente, dal canto suo, faceva notare che la bidella aveva ampiamente sforato il proprio turno di lavoro e doveva chiudere la scuola.

Per fortuna, eventi imprevisti hanno fatto sì che il numero dei bambini calasse, in modo che il caso non sia più l’artefice del destino della carriera scolastica di quattro innocenti fanciulli.
Al Bassi si avranno due classi da 25.
Forse.
Finché mio figlio non sarà seduto al suo banco, non mi sento di affermare nulla.

Scommetto, però, che vi sia rimasta la curiosità di sapere perché al tempo pieno non vuole andare più nessuno,  sebbene lavorino entrambi i genitori.
Mi è stato detto che le Ginnasi sono pericolanti e prive di spazi / laboratori e che le insegnanti cambiano troppo spesso. Sarà così? Non ne ho idea.
So solo che stare a scuola il pomeriggio è stressante e, dal momento che posso, vorrei evitare di sovraccaricare il mio pulcino.
Vi aggiornerò.

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