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*Il Supermarket degli Uomini*

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Il prezzo della dignità

Se mi seguite da un po’ saprete che sono molto favorevole alla sorellanza tra donne ed in genere dò loro ragione anche se a volte mi devo arrampicare sugli specchi.
Questa volta, invece, farò un’eccezione.
Vi è mai capitato di desiderare di prendere due teste e sbatterle energicamente insieme, alla Bud Spencer?
A me sì, leggendo un articolo a pag. 20 sul menisile Gagarin – orbite culturali anno 2 numero 2 (Se siete della romagna lo potete trovare gratis in giro).
Chiariamo subito una cosa, non ce l’ho assolutamente con il giornalista che ha scritto l’articolo, che colpa ne ha se ha intervistato due teste vuote? Ha fatto solo il suo lavoro, ha posto domande e ha dovuto riportare le risposte così com’erano. Se la realtà era quella non c’era nulla da fare.

Senza girarci tanto attorno, è un’intervista a due escort, parola elegante per indicare una prostituta che te la fa pagare cara.
Le gentili signore esordiscono asserendo che non ci sia nulla di male a rivolgersi ai loro servizi perché, secondo la loro opinione, lo farebbero tutti gli uomini.
E qui mi viene in mente la vecchia frase “se tutti si buttano nel pozzo ti butteresti anche tu?” Ma anche no.

La loro clientela sarebbe molto vasta, diciamo che comprenderebbe un po’ tutte le fasce d’età e di ceto sociale: la democrazia va a puttane, insomma.
Secondo le loro stime, il 70% dei clienti è sposato. Il motivo della loro frequentazione sarebbe in soldoni, la moglie che non fa certe cose o proprio ha smesso di darla. Emblematico il caso di quella poveretta che accetta che il marito si sputtani (letteralmente) lo stipendio perché dopo un aborto non se la sente più di farlo.
Mica dialogo, terapie di coppia, consulti dallo psicologo e simili, la soluzione per le crisi di intimità di coppia sono le prostitute! Questo è il progresso!!!

Ma passiamo oltre: pare che la ricchezza posseduta da un uomo sia direttamente proporzionale al suo livello di perversione.
La scoperta dell’acqua calda: visto che i soldi non danno la felicità e nemmeno possono comprarla, cercano consolazione alla ricerca di un piacere che alla fine non trovano, rimanendo col vuoto della loro solitudine. Sono solo persone tristi, poverini.

Per concludere, ecco il loro fatturato: 120 mila euro annui, puliti. 300€ per un ora.
Pensate, a me per pulire i cessi me ne davano 6.
E qui, sembra che ne escano vincenti loro, ma alla fine, dal momento che anche loro sono persone, l’umanità la tirano fuori: vorrebbero che almeno i clienti sappiano il nome di chi sta aprendo loro la porta (e non solo.)
Tutta la mia rabbia nei loro confronti svanisce, nonostante non se ne rendano conto sono sfruttate, ridotte a puro oggetto e non bastano i 120 mila euro annui per cancellare questo senso di avvilimento.
La dignità non ha prezzo.

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1 comment to Il prezzo della dignità

  • Ciao concordo pienamente con quello che hai scritto, soprattutto con l’ultima frase ovvero che “la dignità non ha prezzo” ma molte persone a volte se lo dimenticano… Un abbraccio

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