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*Il Supermarket degli Uomini*

in costruzione

Due anni appena compiuti e un’arpia ti ruba il morosino

Raffa ha subito la sua prima delusione amorosa, se così la possiamo chiamare.
Farsi soffiare l’ometto che sta simpatico fa male a tutte le età, figuriamoci da piccole, nel momento in cui tutti i problemi si trasformano in tragedie.
Ma iniziamo con ordine e raccontiamo i fatti (ah, uso il plurale maestatis, alla faccia di chi dice che abbia manie di grandezza!)

Siamo stati con i bimbi ad una lettura animata nella scuola materna del Raoul. Ovviamente la piccola Raffa non conosceva nessuno, finquanto abbiamo visto spuntarle un largo sorriso in direzione dell’eltrata: aveva riconosciuto un compagno di asilo.

Dopo un po’, il compagnetto e sua sorella grande si sedettero vicini sul tappetone, Raffa continuava a fissarlo e sorridere. All’improvviso la sorella si alzò e andò dalla mamma, Raffa si divincolò dalle mie braccia e si sedette felicissima vicino all’amico.

Tornò infine la sorella (chi va a Roma perde la poltrona), provò a convincere il fratello a cambiare posto, inifine desistette e si allontanò.
Per tutta la lettura, Raffa sedette composta e felicie vicino al suo amico, finché…
Finché lo spettacolo finì, e tornò la sorella che prese il bimbo per mano.

Raffa, vedendo che stava andando via, si aggangiò alla manina libera dell’amico e disinteressandosi bellamente della sua famiglia si gettava a capofitto in quella che probabilmente è stata la sua prima fuga d’amore.
O meglio, tentativo di fuga d’amore, perché mentre io, il Raoul e il marito, indecisi tra il preoccuparci e il ridere, osservavamo immobili la scena, la sorella, accortasi della terza incomoda, con un gesto brusco, staccò la manina di Raffa da quella del bimbo.

E lì scattò la tragedia: solo chi ha figli può capire cosa potesse aver combinato, per gli altri vediamo un po’, ah, sì, immaginatevi qualcuno contorcersi tra atroci tormenti. Ecoo, Raffa era inconsolabile e se provavamo a farle notare che la mattina dopo l’avrebbe ritrovato all’asilo, strillava più forte.

Poi non so nemmeno io come, si calmò. Spero che abbia capito che piangere per un uomo NON NE VALE MAI LA PENA!

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