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*Il Supermarket degli Uomini*

in costruzione

Senza giri di parole

Ti alzi la mattina e la casa è un disastro, vai a letto e la casa è ancora un disastro, eppure hai passato la giornata a pulire, come mai?
Perché appena hai levato i piatti dalla lavastoviglie, pulito il piano di lavoro, i fornelli e il lavello, spazzato e riordinato ecco i bambini che spargono i giochi sul pavimento, il marito che semina in giro il giornale e altre cose, si beve e si sporcano i bicchieri, cartaccie in giro. Poi ecco che arriva ora di preparare da mangiare ed inizia il delirio: roba e sporco dappertutto, tornano le briciole, qualcuno versa sul pavimento il succo di frutta. Il guscio del divano è semi levato, sotto le poltrone è andato di tutto. Infangati dalla testa ai piedi, ficchi i bambini sotto la doccia, loro si puliscono mentre la doccia si infanga e si riempie di calcare, te ne accorgi perché si vede e non capisci come in così poco tempo se ne possa accumulare tanto dal momento che ieri eri lì, inginocchiata in terra a grattare con la spugna. I panni, sei sommersa dai panni, due cesti stracolmi tra quelli da lavare e quelli da stirare, aspetti perché il filo è già pieno e ti è toccato stendere in doppia fila.
Stirare stirare, con il terrore che il ferro caschi in testa ai bambini, loro che giocano a rincorrersi sotto il precario equilibrio dell’asse da stiro, ecco la pila dei panni stirati cadere e ti tocca staccare il ferro, metterlo in un luogo non accessibile e raccogliere e piegare tutto, facendo finta di non accorgerti che sarebbero da ristirare.
E pensi che se andassi a lavorare il problema non si porrebbe perché saresti giustificata, lavori, hai poco tempo per avere una casa a specchio, ma sei ridotta a fare la casalinga, sei in casa devi avere la casa perfetta e non è tuo marito che te lo impone, ma tu stessa perché cerchi di sentirti realizzata in un pavimento ben lucidato mentre la tribù ci passa sopra con le scarpe sporche e tu torni a pulire e pulire, poi vai a letto sapendo che il tuo lavoro è stato inutile, che domani ricomincia da capo e nemmeno ti pagano per tutte le tue fatiche e passi anche per una mantenuta, una che non ha voglia di fare nulla, perché il lavoro c’è sei tu che non ti impegni a trovarlo e vedi le amiche che lavorano fresche di estetista e parrucchiere e guardi i tuoi capelli che implorano pietà, ma non hai il coraggio di chiedere i soldi a tuo marito pe una cosa tanto frivola, ti senti in colpa perché lo vedi arrivare stanco e sai che quel paio di euro se li è sudati, lui guadagna e tu spendi… Ti senti male e cerchi di rimediare impegnandoti al massimo ma quando torna a casa, il marito trova un campo di battaglia, i bambini che capricciano e tu stravolta: la cena non è pronta non sapevi cosa preparare.
E senti il tuo fallimento pesare come un macigno sulle tue spalle, speri di svegliarti da questo incubo anche se sai benissimo che è tutto reale, per fortuna puoi ancora dormire e l’unico sollievo che rimane è sapere che prima o poi arriverà la sera

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3 comments to Senza giri di parole

  • polly

    cara, ti abbraccio forte. Ho passato due anni così, con il senso di colpa perenne, a sentirmi una mantenuta e a lavorare come un animale, tutto il giorno, a casa, inutilmente. Lo so. E so che il lavoro non si trova. Però di fianco hai un uomo in gamba. E due bambini che non chiamano “mamma” la nonna. Baci.

  • quante volte, troppe, mi sono sentita così anche io. ed anche in questo momento. però ti do ragione, fare la casalinga è duro perchè ti senti un’eterna fallita. il lavoro è un buon alibi. e i figli fuori di casa mezza giornata non sporcano. io sono una casalinga depressa. spero di non dover tornare più, per lo meno non per lungo tempo, a stare in casa da sola senza guadagnare.
    A me aiutava pensare che il mio lavoro in casa fosse come uno stipendio perchè se non ci fossi stata io mio marito avrebbe dovuto chiamare una baby sitter tutto il giorno, una signora delle pulizie e chissà quanti altri aiuti dai nonni. Io calcolavo che si tratta circa di 1000 euro al mese come minimo, se poi i bambini sono di più il prezzo livita. e lo dicevo pure a lui. il lavoro che si fa a casa corrisponde a una parte di stipendio. non aiuta del tutto ma un pò sì. coraggio!

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