Note:
Storia ispirata dal set di temi della community "Dreamlane" (http://community.livejournal.com/dreamlane/) Heaven&Hell - Fede/Superbia.

 
LETTERA #1

Mio caro fratello,
ti ringrazio molto di aver accettato di diventare mio fratello maggiore! Ricordo ancora con tanto piacere quell'ultimo giorno di scuola; tu eri venuto nella nostra classe per aiutarci negli esami finali ed io rimasi immensamente colpita da te. Oh, non spaventarti, non era amore quel sentimento d'affetto che provai e provo tutt'ora nei tuoi riguardi, assomiglia più a ciò che si prova per un parente. Buffo, no? Ma ora basta con le chiacchiere, come promesso, ecco la mia lettera sul mio primo giorno nella nuova scuola!
Con quale gioia ti comunico che, finalmente, sono una liceale anch'io! Dovevi vedermi, con l'uniforme della scuola, sembravo davvero un'altra persona! Oh, com'ero bambina, in quella delle medie! Non riesco a credere di essere cambiata in così poco tempo!
Le superiori sono così diverse! Pensa, nel mio liceo esiste un'associazione di studentesse chiamata “Sorority” nella quale sono ammesse le allieve che possono contare su una classe sociale elevata, ottimi voti, educazione, bella presenza, personalità, salute e prestanza fisica. E pensare che mi sono iscritta ad un liceo femminile per evitare complessi di inferiorità! Tomoko, l'amica che frequenta il Seirin con me, mi ha detto che avrei possibilità di entrare. Che sciocchezze, sono scoppiata a ridere! Davvero, non mi pare di aver nulla in comune con le splendide ragazze che fanno parte dell'associazione! Sono davvero stupende! Non mi importa di essere scelta o meno, a differenza di Mariko Shinobu, una mia compagna di scuola con la quale ho fatto amicizia subito. È una ragazza simpatica, anche se per certi versi è un po' bizzarra: nonostante abbia frequentato le scuole medie nello stesso istituto, pare non abbia amiche delle sua età, solo le ragazze più grandi la gradiscono. È davvero una bella ragazza, ha i capelli neri lunghi e le labbra rosse, perché, pensa un po', se le mordicchia sempre appositamente per farle apparire così ed essere più carina; in effetti, il suo viso risulta molto diverso dalle altre ragazze. Come dicevo, entrare nella Sorority per lei è questione di vita e di morte, non scherzo! Con il caratterino che si ritrova, sono sicura che non esiterebbe ad accapigliarsi con le rivali per entrare!
Un'altra nuova compagna è il presidente del consiglio di classe, Kaoru Orihara. Nonostante sia una stangona persino a capo del club di basket, pare abbia parecchi problemi di salute. Da non credere, davvero! Ha un carattere così autorevole, riesce a metterci tutte in riga! E poi, dovresti vedere quanto è graziosa! Pensa che le altre compagne la chiamano Principe Kaoru, come il protagonista dell'antico romanzo Genji Monogatari! Le si addice proprio, sai?
Kaoru non è l'unica persona che ho conosciuto oggi.
Non è facile scriverti di lei, il mio cuore è ancora in subbuglio. L'ho incontrata, o meglio, mi sono scontrata con lei sull'autobus. Era pieno, cercavo di scendere, le finii addosso. Era tutta assorta nella lettura di un libro, pareva che nemmeno si fosse accorta che le ero caduta su di lei. Oh fratello, come batteva forte il mio cuore! Annunciarono la mia fermata, non mi lasciavano passare. All'improvviso, qualcuno mi afferrò per un braccio. Era lei. Mi fece scendere prendendomi in braccio, come se fossi una bambina. Mi restituì il libro. La sua voce... così calda e roca! Mi rimbomba ancora nella testa. Oh fratello mio, chissà chi era quella strana ragazza!
Tutto questo, in una sola giornata!
Com'è cambiata, la mia vita!
A presto, mio caro fratello!
Con affetto,

Tua,
Nanako Misonoo




NELL'OMBRA

Lo sapeva, sapeva che dentro a quel salottino, la persona che chiacchierava con suo fratello era lui, l'unico uomo che desiderava. Al buio, origliava dalla porta semichiusa. Un filo di luce le illuminò il viso. Era davvero una ragazza graziosa, ma la sua bellezza non suscitava dolcezza. Il suo viso era determinato, duro e glaciale. Nessuno era in grado di sostenere il suo sguardo, nessuno era alla sua altezza. Se lo ripeteva spesso, mentalmente, per non dimenticarselo.
Lei, una donna del suo rango, ridotta a nascondersi dietro un uscio per colpa di...
«Allora, mister Henmi, sei riuscito a scrivere alla piccola Nanako Misonoo? Fatica sprecata, non capirà nulla della tua scrittura da gallina! Ahah! Però, tra tutti i licei che esitono, proprio il Seirin! Com'è piccolo il mondo...»
Le si gelò il sangue nelle vene.
Nanako.
Nanako Misonoo.
Finalmente la sua rivale aveva un nome. E presto avrebbe avuto anche un volto. Tra tutti gli istituti del Giappone, proprio al Seirin, il suo Seirin! Povera sciocca, non sapeva d'esser entrata di sua volontà nel nido delle vipere! Sogghignò, stringendosi a sé. In quel momento, giurò a se stessa che l'avrebbe distrutta. Nessuno doveva permettersi di intralciare i suoi piani.
Come si permetteva una sciocca, anonima bimbetta di mettersi tra lei e il suo futuro marito? Avrebbe pagato molto caro questa imperdonabile leggerezza.

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